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editoriale: Benedizione Nomi 2009

Benedizione delle moto a Nomi

Sono le 9.30 mentre stò riempendo il serbatoio della mia motoretta. Manca ancora mezz’ora al ritrovo fissato al casello di Rovereto nord: destinazione Nomi e la sua Benedizione delle Moto. Quando arrivo, Marco è già lì da un po’che aspetta. Bene, i prospect puntuali sono sempre ben accetti. Poi, alla spicciolata, arrivano tutti: Lupin, Rudi, Franco, Nicola, Navajo, Georg, Stefano, Angelo, Rosanna, Luca, Fabrizio e se mi sono dimenticato di qualcuno, la prossima volta birra pagata. Ci siamo tutti? Si, si parte. Arriviamo a Nomi e parcheggiamo le moto all’interno del piccolo parco al centro del paese. Non c’è molta gente, ma forse perché l’evento è stato anticipato di un giorno. Comunque c’è gente abbastanza da riempire il tendone adibito a bar & paninoteca. Ci sediamo ad un tavolo e subito arriva Georg con un bianchetto niente male. Stà di fatto che tira e molla, arriva l’ora della Benedizione e scopriamo che anche il parroco è un motociclista incallito. Il programma prevede poi lo spostamento in corteo fino al bar “Ai Molini”, in località omonima, dove il nostro amico Gianni “el paron del bar” ci ha preparato un rinfresco a base di spritz. Ottimo. Due chiacchere in compagnia e poi la proposta: in val di Ledro ci sarebbe un bel ristorantino… Non serve dire altro. Partenza in direzione lago di Garda. Mori, Nago, Riva e sù per la strada ledrense. Il ristorantino è a Biacesa ed è veramente carino. Una vecchia corte ristrutturata e sistemata a dovere. Il cuoco poi, capelli bianchi e mustacchi dello stesso colore, ci tratta come fossimo i suoi figliocci, Antipasto da favola fra affettati e peperoncini piccanti, ed il primo… pastasciutta al sugo di pomodoro ma mescolata dentro una forma di grana al posto della zuppiera. Fantastico. Il secondo non lo prendiamo nemmeno in considerazione e passiamo subito al dolce, al caffè ed al “resentino”: grappa e limoncello. Che mangiata. Troviamo comunque il tempo di familiarizzare con due simpatiche tedesche che ci dicono provenire da Monaco e che sono arrivate fin lì facendosela tutta a piedi. Sono quasi le quattro quando, salutate le tedesche e finito il resentino, decediamo di andare sù al lago di Ledro a farci un altro caffè prima di tornare a casa. Ma non è possibile senza una sosta a Riva del Garda. Parcheggiamo le motorette ed al terzo bar aperto, riusciamo a trovare un tavolo libero. Abbiamo appena ordinato quando (miracolo), passano le due tedesche di prima. Subito le invitiamo al nostro tavolo per una piacevole chiaccherata. Sono quasi le sette quando ci decidiamo a rimontare in sella per tornarcene a casa.

Alla prossima dal vostro Pasticca






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