Dolomiti Chapter


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editoriale: Boia chi Molla

Diario di viaggio scritto da una associale che si è divertita un sacco ::)

Siamo io e Carlo (un biemvuista) che con la sua r1150r ci ha seguito nel nostro viaggio rilassante. Partiamo il sabato mattina in direzione del primo autogrill dopo Ala per il tour "Boia chi molla". Arrivati al ritrovo, troviamo gli altri che ci attendono, Paolone compreso. Il nostro fotografo personale. Ovviamente la Roxy (IO) deve baciare tutti con casco in testa spronando i mitici centauri alla partenza. Eccoci allora sfrecciare ad una velocità costante di 130 kmh in autostrada con prima uscita Verona Nord. Il grande capo "Lupin" con la sua moto, ma sopratutto con la sua stazza, ci fa strada e i safety sfrecciano su & giù per far si che la "carovana" prosegua indisturbata e rombante per la statale 434 della transpolesana. &0 km di superstrada tranquilla. Oltre alla Bmw (che avevamo in mente di bruciare la notte stessa) c'era anche una splendida Honda Goldwing dei genitori di Gladia, persone dolci, riservate e gentili e qui lo dico: belli. Insomma una bella coppia. Nel frattempo arriviamo all' imbocco dell'autostada ad Occhiobello e qui, proprio 10 km prima di Ferrara, un acquazzone fortissimo ci investe costringendoci a rifugiarci sotto un autogrill e con le moto blocchiamo gli erogatori di benzina.....classico di Roxy che fa mandare il conto a Knut (indirizzo Bolzano Via.......) euro10.000 mancato incasso distributori area nord est Ferrara. Firma per ricevuta e via. Dopo circa mezz'ora, è scesa anche la grandine, ripartiamo indossando la tuta antiacqua. Peccato che 10 minuti dopo abbiamo dovuto rifermarci e toglierci tutto: al sole non si comanda. Tranquilli stò per arrivare alla meta. Fra Argenta e Camerlona siamo costeggiati da papaveri rossi nei campi che distolgono lo sguardo dalla strada o "dalla via" come preferite anche se a darla via nel ravennate ce ne sono tante. :-) Prima tappa, arriviamo nei pressi di Mirabilandia dove, in un circolo privato delle moto d'acqua (amici del biemvuista) sono ad attenderci Emiliano e sua moglie: i gestori. Attendiamo anche altri amici di viaggio che arrivano con il mega Hummer, un "camion" da mille e una notte . Lui....il driver, Cristina e due giustissimi giovani di cui uno il figlio. Non voletemene, ma i due ragazzi meritano la mia citazione. Ora vi chiederete: Perchè? Bene, due ragazzi di neanche 18 anni che si amalgamano da dio con gli harleysti ecco... che sia il nostro ferro sotto le chiappe che ci rende immortali? No non credo, è che a forza di respirare polvere (nera) di scarico.... certi effetti poi si notano. Quindi Abbiamo gustato piadine calde fatte in casa, squaquerone (formaggio del luogo), affettati, verdure, acqua e caffè. Nel frattempo sono arrivati altre due persone.... del Vicenza (Big Jim & Consorte) altra bella coppia giovane. Ma adesso si riparte destinazione Rimini Rimini- Benzina e molte "dalla via" sulla statale 16 che fan girare la testa a qualcuno dei maschietti che si limitano a guardare il posteriore (non male direi). OOOOLàààà finalmente Rimini entrando rombanti lungo il lungomare fino al “Ristorante Pizzeria del Toro" dove le nostre Harley parcheggiate e luccicanti come Limousine, destano curiosità ed ammirazione. La Roxy ha un antifurto personale......un cobra che blocca lo sterzo.....ed incomincia a sfilare roba dal borsone laterale che sembra Eta Beta. Creme, costumi, infradito, spazzolaaa. Poi ci ripensa e ributta tutto dentro perchè al Toro ci attende un aperitivo con flut da "paura". Ci consegnano le chiavi delle stanze per rifocillarci un pò prima del lauto pasto serale. Sistemazione molto carina, discreta, pulita, dove ognuno si rimette in sesto per ritrovarsi poi alle 20 e 30 al ristorante. Ovviamente tutti tirati a lucido arriviamo puntuali come un orologio svizzero e ci sediamo a tavolo. Iniziano le portate che non ricordo quante fossero ma erano tante, tante, tante a tal punto che a mezzanotte eravamo ancora a tavola a mangiare insieme al vinello Trebbiano di Romagna che non è stato risparmiato da nessuno, donne comprese. E qui si festeggia anche il compleanno di uno dei due ragazzi Dark. Si perchè i due ragazzi (purtroppo non ricordo i nomi ) pur vivendo a Trento, sono tipicamente "Londinesi di Canden town" di nero vestiti, impermeabili in pelle alla Rino Rain, catene, chiodi, anfibi (e detto fra noi fortunatamente dai trentini han preso poco) e sanno stare in mezzo a noi come fossero amici di sempre ed è un bel traguardo per noi e per loro. Bel regalo consegnato dal mitico nonchè prorompente Lupin: la nostra felpa che subito il dark metal indossa orgoglioso. Ora però dopo la spaghettata delle due di notte ed aver sostenuto moralmente chi, in crisi di depressione affettiva, si sdraiava sulle mie ginocchia, decidiamo io ed il biemvuista di andare a nanna che domani ci attende un bel tour. Scusate la nottata non vi riguarda. Al mattino, pronti alle 9.30 inizia il viaggio verso l' interno della Romagna direzione Predappio. Un amico di Mantova rimane a dormire in Hotel. Lui è uno stradista suzukista e smanettone e ci raggiungerà più tardi. Il suo hobby è inpennare, ma dalla stazza smilza lo vedrei più su una Road King che una stradale ma il tempo mi darà ragione. Ma prima, ormai di consuetudine, siamo ospiti di un amico di Lupin che, anche lui proprietario di una storica Honda Goldwing tenuta impeccabilmente, ci versa personalmente aperitivo e stuzzichini vari, dopodichè ci fà strada in direzione "La casa dei ricordi". Prima, però, Cristina (la donna bionda dell' uomo Hummer) si destreggia sulla mia Harley... a buon intenditor poche parole. Punto a capo.
Le stradine interne collinari tra l' Emilia-Romagna e la Toscana hanno un fascino mistico: sono strette, dolci, aperte e romantiche. I casolari quasi sperduti quà e là sono delle ville maestose che sorgono in mezzo ad un verde inteso con raccolti di ogni tipo. Inutile ripetere che il nostro paese è magico. Come magica è la stradina che ci porta nella casa museo di chi un tempo entrò nella storia (nel male come nel bene). Qualcuno, però, perde qualche pezzo per strada.....vroadddddd che succede? Dai tranqui, con le vibrazioni mi si son svitate le viti dei rayban....cosa vuoi che sia un finale .....secondo me qualcuno ti ha svitato appositamente le viti. D' altra parte se tieni una patch con la scritta: “O me la dai o scendi", rischi che qualche svitato "sviti" ...Arrivati!!!! Parcheggiamo a spina di pesce le nostre Harley ed entriamo in un giardino molto curato e vissuto. L' aspetto esterno della casa è tipico del luogo, nulla di sfarzoso, una casa museo che non si dà lustro è "semplice" come semplici sono le persone che ci hanno fatto da guida, raccontandoci una storia dimenticata e un vissuto documentato da foto e ricordi come la cucina al piano terra della casa di "Donna Rachele". Alle pareti ancora i coperchi in alluminio della nonna, i quadretti, le note una molto interessante: un elenco telefonico scritto su un foglietto con i numero dei pompieri dei carabinieri e qualcos'altro e in fondo una scritta sempre a penna in stampatello: "Telefonate poco". Ecco da qui capisco che anche allora i potenti dovevano essere parsimoniosi. Poi in un quadretto appeso, l' assegno della pensione di donna Rachele, documenti di un tempo, i piattini romagnoli delle 4 stagioni appesi, un bancone centrale in marmo di carrara ormai opaco nel tempo. Proseguiamo visitando le sale interne: le stanze delle figlie, in particolare la figlia nata poliomiolitica, dove sul comò c'era poggiato il suo bustino. Una sensazione di compassione, mi ha assalito. La guida ci racconta che per due mesi gli confiscarono il busto...a quel tempo. Poi foto, pezzi di aereo e la stanza del Duce. Sul letto steso la divisa militare e un fatto inspiegabile. Da quando hanno posto la divisa sul letto il volto di Mussolini appare nello specchio poggiato sul comò. Me lo fece notare personalmente la guida e vidi di persona, proprio guardando di sghimbescio lo specchio, che occhi naso e bocca erano in visione quasi fossero impressi. Non saprei spiegare ma questo particolare mi ha colpito molto. Poi siamo saliti nei piani superiori dove le pareti erano tutte dipinte da slogan ed immagini di battaglie, crocerossine, volti. Finita la visita abbiamo visitato anche il parco dove statue ed attrezzi agricoli del tempo erano in mostra permanente. Altro particolare che mi ha colpito era la coincidenza, se si può dire così, di una pianta, che piantata dal Duce il giorno della nascita della figlia poliomiolitica, crebbe con la stessa inclinazione "storta" che aveva la figlia malata. Poi in giardino una pietra regalata dall' imperatore Hiroito, pietra della positività con pagoda al fianco. Come in tutti i musei, un negozietto dei ricordi, spillette, cd, gadget. Qualche pensiero e, dopo aver ringraziato Carla, la guida, ripartiamo per Predappio centro dove visitiamo il negozio aperto per noi dell'amico.... di Lupin che, sempre disponibile, riesce ad imbastire al volo un pranzetto in un luogo vicino con tagliatelle alla romagnola, tartine sfizziose e tanta allegria. Ufffffffff ore 16 bisogna riprendere il cammino e dirigerci verso la maison. Salutiamo gli Hammeristi e gli amici che rimangono e si riparte in direzione Forlì, verso Ferrara. La strada è lunga e si è anche un poco stanchi.....Ma ke c...o succede? Ki è quella che sorpassa sulla destra?????? Ops scusate amici, mi mancava l' adrenalina e dovevo rifarmi........perdonate safety (cribbio quando avrò anch'io la fascia safety userò i fumogeni). Siamo arrivati tutti a casa a riprendere le cose di sempre, ma con il cuore pieno di ottani. Il giorno successivo racconto in ufficio: sono andata a visitare la residenza di Mussolini E le colleghe: “Sei scema?” Chiudo il discorso! Che avrei detto o fatto di male? Allora telefono alla mia mamma e gli dico: “Sai sono andata a vedere la residenza di Mussolini”. E lei: “Guarda che io conosco tutta la storia”. Interessante, pensa ke el gaveva l'amante, ghe piaseva le done....ed io: ma mama el vera che l'ha fat tutte quele robe tipo l'inps, la pension, el sabo a casa, gli assegni famigliari, tutela al lavoro e alle donne, l' Inam, assicurazione ospedaliera ai poveri, etc. E mia madre donna Viola di 80 anni: “Certo ha fatto molto ma tutti ricordano solo il peggio”. Interessante osservazione fatta da una donna che ricorda i tempi dei Balilla. Grazie mamma ad una certa età prevale la saggezza e grazie a tutti. Non ho citato volutamente i nomi dei partecipanti in questo viaggio per smemoranda, comunque mentre nessuno ha parlato di politica, tutti han parlato di donne, di figli, di buon vino, di moto, di "gnagna". O con il brindisi finale “W al gnagna” per la felicità dell'amico di Nago. Concludo il mio scritto... un kiss a tutti gli amici e non.

by Roxy







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