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editoriale: Diga del Vajont

Domenica 7 giugno ore 08:15 appuntamento all'ex Zuffo di Trento. Siamo stati invitati dal nostro amico Luca ad una visita alla diga del Vajont. Sveglia di buon'ora e con la speranza nel cuore apro la finestra e..... PIOVE!! Si a Bolzano piove ma gli impegni presi vanno onorati, indosso la tuta antipioggia e si parte! Nella mente il ricordo piacevole del run precedente (10 ore d'acqua ti segnano). Imbocco l'autostrada direzione Trento e, come per incanto, all'altezza di Ora smette di piovere. Un veloce rabbocco ed eccomi al punto d'incontro. Pochi minuti e pian piano arrivano tutti, ok ci siamo. Al grido “in sella” i nostri bicilindrici cominciano a riempire l'aria di suoni e vibrazioni magiche. Rotta verso Bassano, Luca e gli altri ci aspettano. Dopo qualche Km una breve sosta per fare colazione e ci rimettiamo on the road Bassano e vicina. Giunti a Bassano e disbrigate le formalità, Luca ci dice che bambi aspetta un bebè (speriamo che assomigli alla mamma). Bene si và, l'andatura moderata e le curve che dolcemente si snodano sotto le nostre moto ci fanno godere a pieno del paesaggio e, attraversando Feltre e Belluno, suscitando curiosità e stupore tra le persone che incontriamo. Nelle vicinanze di Longarone i road capitan decidono di fare un rabbocco alle loro moto (rabbocco che ci ha salvati da una doccia sicura), da li a poco si sale per raggiungere la diga. Scavalchiamo il “Piave” e dopo qualche curva e qualche scodata, causa la strada bagnata, davanti ai nostri occhi fa capolino la diga del “Vajont”. Ci fermiamo per una visita facoltativa e per rendere omaggio con il ricordo alle vittime del disastro che il 9 ottobre 1963 colpi la valle di Erto e Casso. Il monte “Toc” franò all'interno del lago artificiale realizzato sul fiume “Vajont”. Tale frana provocò la tracimazione del lago artificiale che superò la diga generando un onda che portò morte e desolazione in quella valle e oltre. Ma la sosta e breve la pioggia incombe su di noi allora decidiamo di andare a pranzo. Appena in tempo, la pioggia è arrivata ma noi la osserviamo cadere con in mano un buon “spriz” come aperitivo. Cominciamo con un antipastino tipico, e via con un assaggio di primi piatti davvero buoni (naturalmente il bis e d'obbligo) Arriva anche il secondo e gustiamo il “frico”, un formaggio tipico della zona. Nel frattempo le condizioni meteo sono migliorate e decidiamo di tornare alla diga per poterla visitare visto che la pioggia lo aveva impedito. Ore 16:30 la giornata volge quasi al termine e, con il sole che ci accompagna, riprendiamo la via del ritorno. Giunti a Feltre una “siesta” al “Club Lion's” per una birretta e qualcuno anche un panino, non faccio nomi (Siculo sono). Alla fine salutiamo tutti e ci diamo appuntamento alla prossima volta. Lungo la strada del ritorno ci fanno compagnia le nuvole ormai non più minacciose e un tiepido sole che fà risplendere i nostri destrieri d'acciaio, ma la strada scorre inesorabile e ci ritroviamo alle porte di Trento. Un colpo di clackson... una mano che saluta... un “ciao alla prossima”. Sono le 20:00, sono appena rientrato a casa e nella mente il ricordo della splendida gionata appena trascorsa.........




ciao dal vostro Giuseppe (GETI)






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