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editoriale: EuroFestival

EuroFestival 2010 Port Grimaud

Giovedì

Sono le 10.30 quando Georg arriva all’appuntamento, in autostrada, per partire assieme a me (Pasticca) alla volta di Port Grimaud dove si svolgerà l’Eurofestival 2010 by HOG. Saluti di rito e partenza verso Verona, poi Brescia dove troviamo l’autostrada intasata sia da un incidente, ma soprattutto da non so quanti Alpini che si stanno recando alla grande adunata di Bergamo. Superiamo a difficoltà la colonna e svoltiamo verso Piacenza (dove nelle vicinanze ci fermeremo per un frugale pasto). Poi via verso Tortona, il p.sso del Turchino e discesona verso la costiera ligure. Sono le tre del pomeriggio e Georg imbocca l’uscita di Varazze. “Voglio fare la strada costiera” dice “l’autostrada è troppo stressante”. Mai parole furono dette a sproposito. Dopo quattro ore di semafori, velocità da lumaca, traffico, micropaesini ma soprattutto scooter che ti sorpassano da ogni lato come pallottole decidiamo di fermarci per la notte. Abbiamo appena passato Sanremo quando adocchiamo un Hotel che sembra promettente. Lo è! Camera dignitosa ma, attenzione, piscina d’acqua di mare riscaldata interna e mega cena a base di pesce e vinello. Il Paradiso! Dimenticavo, il garage ricavato in un vecchio tunnel della ferrovia…

Venerdì

Colazioniamo abbondantemente. Oggi ci aspetta la costiera francese. Salutiamo cordialmente i gestori dell’Hotel e ci rimettiamo in marcia. Attraversiamo Ventimiglia e superiamo in scioltezza la frontiera con la Francia. Arriviamo così a Menton ove il fattaccio è in agguato. Già, ad un semaforo, Georg frena e si ferma ma il camioncino che lo seguiva no! Niente di grave, per fortuna. La freccia di sinistra è andata distrutta e, nell’impatto, si è piegato il parafango. Per fortuna, l’autista ammette subito la sua colpa e dopo la consueta constatazione amichevole, siamo pronti a ripartire. Ma i guai non sono finiti. Dopo alcuni chilometri, stessa situazione: Georg frena e si ferma al semaforo ma stavolta sono io che, nel tentativo di evitarlo, col paramotore faccio saltare via la restante freccia di destra. Non ho parole. Ripartiamo verso Monaco, Nizza e Antibes dove decidiamo di fermarci per il pranzo. Ripartiamo sazi e riposati (sono circa le due del pomeriggio) in direzione Cannes che oltrepassiamo in surplaces. Subito dopo, però, decidiamo che per oggi, e per ieri, la costa può attendere e così anzichè circumnavigare il promontorio che ci separa dalla nostra destinazione, ci viene la brillante idea di gettarci verso l’interno e cercare una stradina che lo scavalchi. La troviamo e cominciamo a salire lungo le pendici di questa collina quando accade il fattaccio numero tre. D’un tratto la mia piccola marmitta cede e si rompe (Bbrrrrraaaammmmmm). Che si fa? Niente per il momento, cerchiamo di arrivare al raduno e poi si cercherà un meccanico. Tra l’altro incrociavamo Harley che facevano anche più rumore della mia…. Attraversiamo Frejus e giù di nuovo sulla costa dove in un lampo siamo a Sainte-Maxime. La via principale è tappezzata di striscioni HD, palloncini arancio/neri e Harley Davidson parcheggiate ovunque. I primi segni del raduno che ci aspetta più avanti. Ed eccolo il raduno, o meglio, l’ingresso del campeggio che ospita il raduno, ma non ci possiamo fermare. Meglio andare in Hotel a prendere possesso della stanza e fare quel che c’è da fare. Cogolin è un piccolo paesino a non più di quattro chilometri dal raduno, ci arriviamo in cinque minuti. Dopo mezz’ora siamo già all’ingresso del raduno. Ci fanno entrare e parcheggiamo la moto nel grande parcheggio del camping. Sono le cinque. Gironzoliamo lungo le bancarelle, i vialetti e gli stand della Hog e dei vari espositori. Ci fermiamo a bere qualcosa, ma di meccanici o centri assistenza nada! In qualche modo veniamo a sapere che si potrà trovare un meccanico la mattina successima presso il padiglione dei Demo Rides, OK per stasera spassiamocela. Avete mai mangiato la Paella sulla spiaggia con una buona birra? Favoloso. Avete mai ascoltato un concerto dal vivo sulla spiaggia? Non ha prezzo… per tutto il resto c’è Georg! Ci vediamo domani…

Sabato

Stanchi dal giorno prima, russiamo in perfetta sintonia fino alle nove per poi scendere a fare colazione. Sono quasi le dieci che ci avviamo verso il padiglione dei Demo Rides alla ricerca del meccanico. Niente da fare, il “Safety” all’ingresso ci dice che il meccanico non c’è ma che a Cogolin possiamo trovarne uno. Macchè, nonostante le indicazioni non troviamo l’officina. Ritorniamo ai Demo Rides ma questa volta (e finalmente) parliamo con qualcuno che ne capisce. “Rotta” dice e ci invita a seguirlo: rotta verso la concessionaria di zona Harley Davidson, la Prestige Harley Davidson. Non è proprio vicinissima, sono 40 Km, ma perlomeno ne vien fuori un piccolo run sulle colline limitrofe che senz’altro non avremmo fatto. Arriviamo che il piazzale è zeppo di HD e parlando alla reception veniamo subito messi in coda alla lista delle riparazioni. “Alle cinque è pronta” ci dicono. …zzzo! E’ appena mezzogiorno, cosa facciamo fino a quell’ora? Col parafango di Georg tutto piegato è impensabile girare in due sulla Heritage. Bah, intanto pensiamo a mangiare qualche cosa. Un piccolo supermercato a fianco è sede del nostro piccolo raid mangereccio. Torniamo in concessionaria dove troviamo una bella sorpresa: la mia motoretta è stata riparata! Evvvai! Pago la riparazione (provvisoria) e via. Pieno di benza e destinazione Saint Raphael, ridente cittadina sulla costa. Parcheggiamo sul lungomare e ci incamminiamo attraverso decine di bancarelle poste lungo la strada. Bel posto, però una birretta… Purtroppo il tempo stà volgendo al brutto e decidiamo di ritornare verso Port Grimaud, verso il raduno. Si potrebbe fare una puntatina a Saint Tropez che è subito dopo ma non ci è possibile. A nemmeno un chilometro dal raduno comincia a piovviginare e ci spariamo come saette dentro al camping. Parcheggiamo e andiamo al bar nell’attesa del bel tempo. Purtroppo non succede. La pioggerella và e viene. Mangiamo qualche cosa nell’attesa e, appena sembra abbia definitivamente smesso devo purtroppo dare forfait. Devo ritornare in Hotel perché un forte mal di testa mi ha proprio messo al tappeto. Mi sveglio che sono le nove e mezzo: di Georg nessuna traccia. Già, è rimasto al raduno. Sono quasi le dieci che torna in camera raccontandomi di essersi gemellato con gente del Vicenza Chapter e di aver assistito al concerto sulla spiaggia ma che, dovendo partire presto la mattina, ha preferito rientrare. Vero, la sveglia è fissata per le cinque della mattina.


Domenica

Drinnn, Drinnn la sveglia suona. Le borse sono già fatte. Scendiamo che è ancora tutto buio e prepariamo le moto. Colazione e via verso l’autostrada che imbocchiamo alle sei e venti: il resto è storia. Addio Port Grimaud…e arrivederci all’anno prossimo!







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